Lo sviluppo di modalità nuove e sempre più efficaci per supportare i processi di apprendimento di studenti e professionisti è una dalle maggiori sfide che gli educatori si trovano a dover fronteggiare quotidianamente. L’avanzamento tecnologico e la crescente familiarità che le giovani generazioni hanno con le tecnologie digitali offrono oggi la possibilità di spianare la strada a processi di apprendimento sempre più mirati e capaci di ottenere risultati in maniera più facile, efficiente e, soprattutto, con maggiori probabilità di rappresentare un sapere persistente e pervasivo nelle attività professionali e di successivo apprendimento per tutte le persone coinvolte.

Si muove in questa direzione il progetto ELPID (E-Learning Platform for Innovative Product Design), finanziato nell’ambito dello schema Erasmus+ per 3 anni (2019-2021) dalla Comunità Europea, con l’obiettivo di sviluppare un’esperienza di e-learning ad alto valore aggiunto, da erogare in contesti di formazione avanzata: gli studenti (e più in generale i soggetti da formare) potranno accedere con maggiore facilità ai contenuti digitali da esplorare, essere coinvolti in compiti da svolgere on-line e/o in ambiente virtuale e allo stesso tempo aumentare il proprio grado di confidenza con gli strumenti digitali. L’infrastruttura di e-learning che il consorzio propone di realizzare coniuga strumenti, risorse Web e altre tecnologie ICT che facilitino lo scambio di informazioni e di conoscenze tecnologiche (e non), in modo da stimolare quanto più possibile la creatività e le abilità di problem-solving in corsi con modalità di apprendimento blended, organizzati secondo la logica del Project Based Learning.

Nell’ultima parte del 2018 quattro atenei europei hanno avviato lo sviluppo dei contenuti e la struttura generale della piattaforma on-line per il blended learning: il Politecnico di Milano (Italia), con un gruppo di ricerca guidato dal prof. Gaetano Cascini del Dipartimento di Meccanica, l’Università di Zagabria (Croazia – coordinatore del progetto), l’Università di Ljubljana (Slovenia) e l’Università Tecnica di Vienna (Austria). Il centro di calcolo universitario di Zagabria (SRCE – Croazia) sta fornendo supporto alle quattro università attraverso la fornitura di soluzioni digitali idonee a favorire la diffusione e l’accessibilità a contenuti di apprendimento, mediante canali per l’erogazione di lezioni digitali e delle relative attività pratiche che favoriscono modalità di apprendimento “learning-by-doing”.

La piattaforma di e-learning che il consorzio sta sviluppando viene realizzata e adattata alle necessità dei corsi e dei laboratori a tema progettuale, specialmente quelli strutturati con approccio pedagogico basato sull’apprendimento mediante progetti; si tratta di una scelta motivata dalle evidenze oggi note sul Project Based Learning (PBL) e sull’apprendimento ibrido (blended learning) quali strumenti ottimali per migliorare le abilità degli studenti e mantenere la loro conoscenza aggiornata con maggiore facilità, mediante la combinazione di lezioni frontali classiche e attività da svolgere in ambiente virtuale/supportato dal computer, o da strumenti mobili/portatili.

La validazione della piattaforma di e-learning proseguirà attraverso l’uso diretto da parte degli studenti in corsi realizzati ad hoc, con partecipazione su base volontaria. Questi corsi basati sulla logica del PBL sono tipicamente organizzati in stretta collaborazione con partner industriali che propongono temi di progetto pertinenti, capaci di creare un ambiente di lavoro che simuli le condizioni più realistiche in cui gli studenti si troveranno a operare, e le sfide professionali che dovranno affrontare.

Durante il secondo semestre dell’A.A. 2018/2019 quattro gruppi composti da 8 studenti ciascuno (32 studenti in rappresentanza dei quattro Paesi che compongono il consorzio) hanno partecipato attivamente al corso ELPID, nell’ambito del quale hanno avuto la possibilità di interagire e quindi di testare il primo prototipo della piattaforma. Nel corso di un insegnamento della durata di un intero semestre, e in presenza di un tema progettuale sfidante proposto da BSH/Bosch Siemens Hausgeräte, i gruppi hanno acquisito le conoscenze necessarie per lo sviluppo di prodotti innovativi.

L’attività orientata al PBL è stata ulteriormente suddivisa in tre fasi che riflettono i tre stadi principali di avanzamento di ciascun processo di sviluppo prodotto: ricerca di mercato, progettazione concettuale, progettazione di layout/dettaglio. Ciascuna di queste tre fasi si è conclusa con una riunione per la revisione dell’attività progettuale in cui gli studenti hanno potuto incontrare direttamente un rappresentante dell’azienda in modo da ottenere la sua opinione sulle scelte progettuali e coniugare così l’approccio accademico con uno più prettamente industriale. Durante le tre fasi gli studenti hanno avuto la possibilità di:

  • frequentare lezioni dal vivo e on-line;
  • accedere a un ambiente basato su Moodle, da cui poter scaricare i materiali del corso (comprese le lezioni videoregistrate);
  • accedere a una stanza virtuale per incontrarsi con i colleghi studenti e con i coach/supervisori, anche per svolgere riunioni progettuali;
  • caricare, scaricare e condividere file e risorse elettroniche in un repository cloud-based;
  • utilizzare le risorse già disponibili on-line per la generazione di idee, per ottenere ispirazione e per fornire una rappresentazione concettuale delle proposte progettuali;
  • reperire informazioni utili alla progettazione dalle fonti disponibili, quali database e banche dati (e.g. brevetti, ricerche di mercato) utili a migliorare le abilità di visione strategica.

Le riunioni di progetto e le attività progettuali, per ciascun gruppo, sono state supervisionate da membri esperti appartenenti alle quattro università (e.g. Post Doc e Ricercatori), che hanno accompagnato gli studenti attraverso le diverse fasi del progetto e fornito loro riscontri e opinioni sullo stato di avanzamento del lavoro e sulla qualità delle relative proposte progettuali.

Dopo tre mesi di attività di progettazione collaborativa, condivisa in un ambiente virtuale (computerizzato e/o mobile), gli studenti hanno finalmente avuto la possibilità di conoscersi di persona attraverso un’iniziativa per la mobilità di breve termini finalizzata all’apprendimento ibrido: una settimana di workshop conclusivo in Slovenia. Per i primi quattro giorni gli studenti hanno lavorato gomito a gomito presso i locali dell’Università di Ljubljana per rifinire le proprie proposte progettuali e sviluppare un progetto di comunicazione convincente. Successivamente hanno avuto la possibilità di visitare l’impianto produttivo di BSH e di presentare le proprie idee al management dell’azienda.

Il riscontro misurato al termine dell’attività ha mostrato come l’iniziativa sia stata molto apprezzata dagli studenti soprattutto in relazione alla tematica, all’approccio utilizzato e al contesto internazionale. Apprezzamento entusiastico delle presentazioni anche da parte dei manager di BSH.

Il progetto prosegue ora con la seconda edizione del corso ELPID, che ospiterà studenti Croati, Sloveni e Austriaci.