La progettazione collaborativa, che prevede il coinvolgimento di clienti, utenti finali e altri soggetti interessati (co-designers) nel processo creativo, si sta imponendo sempre più all’attenzione della ricerca accademica, oltre che della pratica industriale. Tuttavia, chiunque abbia preso parte a sessioni collaborative di design avrà certamente sperimentato la presenza di barriere e possibili fraintendimenti tra gli attori coinvolti, divergenze dovute principalmente alla diversità delle esperienze e dei rispettivi ambiti di provenienza.

Il progetto Europeo SPARK, finanziato nell’ambito del programma quadro H2020 e coordinato dal prof. Gaetano Cascini del Dipartimento di Meccanica, ha sviluppato un sistema ICT che sfrutta la realtà aumentata proiettata (SAR – Spatial Augmented Reality) per il design condiviso: la piattaforma ideata stimola la progettazione creativa collaborativa attraverso il supporto alla creazione, visualizzazione, interpretazione, valutazione e modifica di idee progettuali a partire dalle prime fasi della progettazione. La proiezione di immagini su un prototipo 3D con dimensioni reali (prototipo misto) permette infatti di rappresentare le caratteristiche superficiali di una soluzione, aprendo così la strada alla definizione di nuove idee con maggiore facilità e costi ridotti, specialmente nell’ambito della progettazione di interfacce utente e/o di packaging di prodotto, dove i costi di prototipazione sono tipicamente alti e sopportati con crescente difficoltà dalle aziende. Il progetto si è inoltre posto l’obiettivo di validare l’efficacia e l’efficienza della soluzione in ambienti industriali al fine di supportarne l’adozione da parte di PMI operanti tra le industrie creative.

Nel corso del progetto, di durata triennale, il consorzio ha definito i requisiti della piattaforma attraverso l’osservazione di professionisti e delle loro attività nel loro ambiente di lavoro e ha sviluppato i moduli elementari della soluzione, adesso disponibili in forma integrata, le cui principali caratteristiche sono:

  • un’interfaccia utente che permette ai co-designers di tradurre le proprie idee direttamente su un prototipo misto, mediante il supporto di sistemi di interazione basati sia su interfacce touch che più tradizionali;
  • un set di proiettori che consentono una copertura efficace della superficie del prototipo misto, cosicché un numero maggiore di co-designers che partecipano alla sessione creativa abbia un punto di vista chiaro sulla soluzione;
  • un sistema di tracciamento che permette di adattare la proiezione in funzione della posizione del prototipo misto, che può quindi essere maneggiato dai co-designers durante la sessione;
  • un sistema di gestione delle informazioni che rende la piattaforma SPARK accessibile da qualsiasi zona del mondo provvista di connessione, rendendo possibile la progettazione collaborativa in tempo reale anche a distanza.

Il consorzio ha inoltre equipaggiato diversi ambienti con la piattaforma SPARK in tutta Europa:

  • Due laboratori universitari in Italia e Francia (Politecnico di Milano e Grenoble INP);
  • Tre stanze attrezzate in Italia, Spagna e Belgio (ArteficeGroup, Stimulo Design, Antwerp Management School).

Esiste inoltre una piattaforma SPARK portatile il cui sviluppo è attualmente in corso nel Regno Unito. In questo scenario, la piattaforma ha supportato diverse sessioni di progettazione collaborativa su casi di studio di interesse industriale che hanno coinvolto professionisti e aziende esterne al consorzio. I risultati mostrano che SPARK è una piattaforma innovativa dall’elevato potenziale, facile da usare, che le industrie creative possono sfruttare per introdurre il paradigma della progettazione collaborativa nelle proprie attività sin dalle prime fasi dei progetti. Questo ha diversi effetti socio-economici oltre a un impatto sullo sviluppo delle innovazioni: l’efficacia di questo approccio si traduce in un maggiore numero di fonti a cui attingere per la generazione di idee innovative e facilita la contaminazione attraverso una maggiore condivisione di conoscenza ed esperienze tra persone con background diverso.

Oltre a questo, i benefici tangibili della soluzione sono:

  • Time-to-market ridotto;
  • Costi ridotti (per prototipazione e risorse umane);
  • Prodotti maggiormente capaci di riscontrare il gradimento dei consumatori;
  • Riduzione dei rischi relativi a innovazioni non capaci di incontrare i bisogni dei consumatori.

Altri risultati indiretti o intangibili, derivanti dall’uso di questa soluzione sono:

  • Maggiore fedeltà dei consumatori ai fornitori di servizi;
  • Aumento del valore percepito rispetto alla progettazione collaborativa e facilitazione alla partecipazione in attività di co-creazione;
  • Maggiori opportunità di passaparola positivo tra consumatori.

Durante il progetto, che è terminato a Dicembre 2018, e che ha visto coinvolti per il Dipartimento di Meccanica 5 tra professori e ricercatori, 1 dottorando e 1 assegnista, oltre a 15 studenti, sono state prodotte 12 pubblicazioni scientifiche (8 articoli in atti di conferenza, 1 articolo su rivista, 2 sottomessi e altri attualmente in lavorazione); i contenuti SPARK sono stati inoltre introdotti in corsi di laurea triennale e magistrale.

Dato l’elevato potenziale dei risultati del progetto, il consorzio ha pianificato altre iniziative per il suo sfruttamento commerciale: il network di laboratori e le stanze attrezzate con SPARK costituiscono oggi l’ecosistema per la diffusione di questa soluzione sul territorio europeo e per il coinvolgimento di potenziali soggetti interessati a utilizzare la piattaforma come prodotto e/o come servizio.

La natura intrinsecamente multidisciplinare del progetto ha infine permesso di sviluppare e creare nuova conoscenza in diversi ambiti di ricerca:

  • Spatial Augmented Reality;
  • Collaborative Design;
  • Design Creativity;
  • Human Behaviour in Design (HBiD).