L’Europa del manufatturiero punta oggi sull’Additive Manufacturing (AM), tra i pilastri principali del piano Industria 4.0, per mantenere la leadership nel settore industriale. Forte della presenza sul territorio dei principali sviluppatori di macchine, sistemi e software per l’Additive Manufacturing e delle start-up più innovative nate negli ultimi anni, il Vecchio Continente deve ora colmare la mancanza di competenze e di professionisti con una formazione specifica nel settore, per consolidare la preminenza di queste tecnologie.

In quest’ottica è stato recentemente inaugurato il progetto LILIAM – Lifelong Learning for Additive Manufacturing, che ha l’obiettivo di sviluppare uno standard Europeo di formazione per operatori, specialisti, ingegneri e manager nel campo dell’Additive Manufacturing e di realizzare il primo certificato Europeo di training in ambito AM. I moduli formativi, che combineranno approcci di didattica tradizionale e innovativa, verranno progettati da un network internazionale di partner appartenenti a 8 paesi Europei (Sirris (BE), CEA (FR), Aitiip (SP), Fotec (AT), Tampere University of Technology (FI), Fraunhofer IWS (GE), Trentino Sviluppo (IT)) coordinati dal Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano sotto la guida della prof.ssa Bianca M. Colosimo.
 
Il progetto, di durata biennale, è stato inaugurato il 24 gennaio 2019 ed è finanziato da EIT – Raw Materials. Nel corso del  primo anno il consorzio definirà i requisiti del programma formativo con il supporto di un board industriale composto da rappresentati di diversi settori e diversi paesi Europei, e progetterà i moduli formativi (materiali e processi per Additive Manufacturing, design di prodotto e ottimizzazione di processo, modellazione e simulazione di processo, monitoraggio e controllo della qualità, tecnologie per trattamenti e lavorazioni post-process, processi ibridi, qualifica e certificazione, standard e gestione della proprietà intellettuale, analisi dei costi e lifecycle assessment, economia circolare applicata alla stampa 3D). Durante il secondo anno verrà implementato un corso pilota per la messa a punto dei moduli e degli approcci formativi, e per raccogliere i feedback delle aziende coinvolte, in modo da calibrare al meglio il programma in base alle effettive necessità industriali.

I partner metteranno a disposizione conoscenze e laboratori all’avanguardia, quest’ultimi dotati delle principali tecnologie Additive per garantire una formazione con un forte contenuto di training hands-on. Oltre al coordinamento del progetto, il Dipartimento di Meccanica progetterà due moduli formativi relativi al monitoraggio e al controllo dei processi Additive Manufacturing e alla gestione del riciclo di materiali a fine vita, in un’ottica di sostenibilità dei processi e di economia circolare.

Le competenze di ricerca e i laboratori del DMecc nel campo delle tecnologie additive saranno al servizio, per i prossimi due anni, anche dell’iniziativa Europea Erasmus+ Skills Strategy in Additive Manufacturing (SAM), nata con l’obiettivo di definire la piattaforma di riferimento per le skills del settore a livello regionale, nazionale ed Europeo. Il Dipartimento di Meccanica, che partecipa a SAM insieme al Dipartimento di Ingegneria Gestionale del PoliMi e ad altri 15 partner internazionali, contribuirà al progetto come osservatore privilegiato delle istanze e delle esigenze dell’ecosistema industriale in ambito AM, in termini di competenze mancanti, e oggi richieste, da parte delle industrie. Molte aziende interessate all’adozione dell’AM stanno vivendo infatti profonde difficoltà nei processi di riqualifica e formazione di nuovi profili che siano in grado di gestire la digitalizzazione del processo manifatturiero che l’AM comporta.

Intervistata nelle scorse settimane dal TG1, insieme al prof. Taisch del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e alla prorettrice prof.ssa Sciuto, la prof.ssa Colosimo, dai laboratori del DMecc, ha parlato dei prossimi scenari nell’Additive Manufacturing (dal minuto 13’33’’).