The Blue Growth Farm è un progetto H2020, finanziato dall'Unione Europea, che mira a sviluppare una piattaforma multifunzionale automatizzata, modulare e rispettosa dell'ambiente per l’acquacoltura in mare aperto. A fronte di una domanda globale di pesce che sta crescendo rapidamente, si registra un’offerta di pescato in grave contrazione a causa degli effetti combinati di sfruttamento eccessivo da parte della pesca commerciale, degrado dell'habitat e scarsa qualità delle acque. L'ulteriore espansione dell'acquacoltura, sia su terraferma che in prossimità della costa, è limitata per una serie di ragioni, quali vincoli economici, socio-politici, ambientali, tecnici e di risorse. Lo spostamento in mare aperto dovrebbe quindi creare vantaggi e opportunità significativi nel soddisfarne la domanda, specialmente quando il sistema di acquacoltura è combinato con altre attività come la produzione di energia rinnovabile.

L’idea di piattaforme marittime multiuso deriva dall'ambizione di poter garantire un uso più sostenibile ed ecologico di più di una risorsa legata al mare aperto. In particolare, questa specifica combinazione di acquacoltura e produzione offshore di energia rinnovabile è un fattore chiave per raggiungere lo sfruttamento sostenibile delle risorse marine, a sostegno della crescente domanda di pesce ed energia da fonti rinnovabili.

La piattaforma Blue Growth Farm prevede un bacino centrale protetto per ospitare un sistema di acquacoltura automatizzato, in grado di produrre pesci di alta qualità, nonché aree di stoccaggio e ponti per ospitare una turbina eolica da 10 MW e dispositivi in grado di ricavare energia dalle onde (Wave Energy Converter, WEC). Lo sviluppo della struttura galleggiante sarà supportato da dati sperimentali raccolti su un modello su larga scala (outdoor scaled prototype in scala 1:15) da implementare presso il Natural Ocean Engineering Laboratory (NOEL), a Reggio Calabria (Italia).

Un team di ricercatori del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, sotto la guida del Prof. Marco Belloli e dell’Ing. Sara Muggiasca, è coinvolto nel progetto insieme a 13 partner accademici e aziende di 5 paesi diversi. Il contributo specifico di MeccPolimi si concentra principalmente sull'integrazione della turbina eolica con la piattaforma e sulla progettazione del modello di turbina da installare sull’outdoor scaled prototype (presso il Natural Offshore Engineering Laboratory-NOEL). Il prototipo della turbina eolica rappresenta un progetto sfidante che deve soddisfare, allo stesso tempo, i requisiti di un modello aeroelastico standard in scala e di una vera turbina eolica di dimensioni ridotte. L'obiettivo principale è quello di ideare e progettare una macchina aeroelastica e non solo una struttura passiva, ed è quindi necessario prendere in considerazione un approccio di scalatura delle prestazioni al fine di ottenere un sistema meccanico in grado di garantire le stesse funzionalità del modello full-scale. Le strategie di progettazione tipicamente adottate nella costruzione di modelli aeroelastici in scala per prove in galleria del vento sono state quindi riviste, al fine di includere anche i criteri generalmente utilizzati nella progettazione di macchine e strutture reali. Le particolari condizioni ambientali incontrate nel sito di prova (NOEL) rappresentano, infatti, un'ulteriore complicazione nella progettazione del modello: le caratteristiche del vento e delle onde non possono essere controllate, al contrario dei test tradizionali in galleria del vento e in vasca, quindi la progettazione degli esperimenti deve fare affidamento solo su dati probabilistici.

Al momento è in corso il primo anno di attività del progetto; l'installazione dell’outdoor scaled prototype è prevista per il prossimo settembre 2020.

Questo progetto ha ricevuto il finanziamento del programma H2020 dell'Unione Europea nell'ambito del Grant Agreement n. 774.426