L’aerodinamica dell’eccellenza negli sport invernali

In Galleria del Vento, ingegneri e atleti affinano postura, materiali e attrezzi, trasformando la dinamica dei fluidi in vantaggio misurabile negli sport invernali

Quando si parla di sport invernali come discesa libera o slittino si pensa immediatamente alla tecnica, al coraggio e alla preparazione atletica. Meno visibile, ma altrettanto determinante, è il contributo dell’aerodinamica. A velocità che possono superare i 130–150 km/h, la resistenza dell’aria diventa infatti il principale fattore che limita la performance. È in questo contesto che la galleria del vento assume un ruolo centrale nella ricerca dell’eccellenza.

La logica è semplice: ridurre il drag, ovvero la forza di resistenza aerodinamica, significa aumentare la velocità e quindi diminuire il tempo finale. Ma tradurre questo principio in modifiche a volte impercettibili ma capaci di ottenere un vantaggio competitivo richiede misurazioni precise e condizioni controllate. La galleria del vento permette di isolare le variabili ambientali e di studiare in modo sistematico la posizione dell’atleta, i materiali e l’interazione con l’attrezzo sportivo. Test comparativi consentono infatti di valutare configurazioni diverse in termini di forza resistente, fornendo dati oggettivi ad atleti e tecnici.

“Ed è proprio il contatto diretto con atleti professionisti che, per noi ingegneri meccanici, è uno degli aspetti più stimolanti del lavoro applicato allo sport. La possibilità di confrontarsi con chi compete ai massimi livelli internazionali, raccogliere le loro sensazioni e trasformarle in dati misurabili rappresenta infatti un valore unico” – racconta Claudio Somaschini, Professore Associato del Dipartimento di Meccanica. Nel corso degli anni, i ricercatori DMEC hanno inoltre avuto il privilegio di lavorare con tanti atleti che stanno partecipando alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, come Dominik Fischnaller, Simon Kainzwaldner, Emanuel Rieder, Andrea Vötter, Dominik Paris, Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini molti dei quali hanno già vinto una medaglia. Quando un atleta con cui si è lavorato sale sul podio, è inevitabile sentirsi parte, seppur dietro le quinte, di quel risultato: un contributo silenzioso ma concreto.

Discesa libera: l’equilibrio tra stabilità e penetrazione aerodinamica

Nella discesa libera, gli sciatori raggiungono velocità estreme su tracciati complessi. La posizione migliore, raccolta, può ridurre la superficie frontale esposta al vento ma può essere mantenuta solo per alcuni istanti in tratti rettilinei. Ecco che allora in galleria del vento si possono analizzare piccole variazioni della postura o dei materiali nelle diverse posizioni assunte dall’atleta durante una discesa.

Pattinaggio di velocità: prestazione individuale e dinamica di squadra

Anche nel pattinaggio di velocità l’aerodinamica incide in modo marcato sulla prestazione e in galleria del vento è possibile studiare come minime variazioni dell’assetto del busto, delle braccia o della testa influenzino il drag complessivo.

In questo caso però le prove non si limitano alla dimensione individuale. È infatti possibile studiare anche la configurazione a squadre, come nell’inseguimento con tre atleti. In questo caso, l’attenzione si concentra sull’interazione aerodinamica tra i componenti del team: l’atleta in testa genera una scia che modifica il campo di velocità per chi segue. La distanza reciproca, l’allineamento, la posizione delle braccia, la distribuzione della resistenza complessiva e le dinamiche di spinta vengono analizzati per comprendere come ottimizzare il beneficio della scia e ridurre la resistenza complessiva del gruppo.

Slittino e skeleton: uomo e mezzo come sistema integrato

Nel caso di slittino e skeleton, l’atleta e il mezzo costituiscono un unico sistema aerodinamico creando un classico accoppiamento “non-lineare”. La posizione del corpo influisce direttamente sulla distribuzione dei flussi attorno alla slitta che quindi deve essere progettata e validata insieme allo specifico atleta. Anche in questo caso, in galleria del vento, lontano dai pericoli e dalle attenzioni di una discesa in pista, si possono analizzare diverse posizioni statiche, valutando l’effetto di minime variazioni: l’altezza del casco, l’allineamento delle spalle, la tensione muscolare che modifica la forma del corpo.

Salto con gli sci: quando la galleria del vento diventa palestra

Nel salto con gli sci la fase di volo dura pochi secondi, ma in quell’intervallo si decide gran parte della prestazione. Tuttavia, in questa fase, l’atleta è concentrato principalmente sulla stabilità e sulla sicurezza.

La galleria del vento cambia radicalmente questo scenario. Eliminando la componente di rischio e l’incertezza ambientale, l’atleta può concentrarsi sui dettagli. Inoltre, in un ambiente controllato è possibile mantenere la posizione di volo per tempi più lunghi rispetto a quelli consentiti da un salto reale permettendo anche di allenare la percezione corporea e la stabilità posturale in condizioni ripetibili.

In tutti questi sport, l’ottimizzazione aerodinamica non sostituisce il talento né la preparazione atletica, ma ne amplifica il potenziale. La consapevolezza di poter contare sulle migliori soluzioni tecniche validate scientificamente permette all’atleta di concentrarsi esclusivamente sulla propria performance.

È l’incontro tra ricerca e alta prestazione, dove ogni elemento, anche invisibile come l’aria, può fare la differenza tra un piazzamento e una Medaglia.

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