Physis PEB firma un doppio successo a Monaco

Imbarcazione Physis numero 23 in gara, tra gli spruzzi d’acqua, al Monaco Energy Boat Challenge.

Nelle acque di Monaco, la prestazione non si misura soltanto attraverso la velocità, ma nella precisione con cui un’idea ingegneristica riesce a diventare un sistema reale.

Physis PEB, il team studentesco del Politecnico di Milano dedicato alla propulsione navale sostenibile, ha ricevuto l’Innovation Prize alla Monaco Energy Boat Challenge 2026 e conquistato il terzo posto nell’Energy Class. La tredicesima edizione della competizione internazionale, organizzata dall’8 all’11 luglio presso lo Yacht Club de Monaco, ha riunito 54 team provenienti da 21 Paesi, sottoponendo tecnologie emergenti alle condizioni del mare, alla valutazione tecnica e alla prova della competizione.

Assegnato da una giuria internazionale, l’Innovation Prize riconosce i progetti che si distinguono per l’originalità delle soluzioni, il loro potenziale impatto e la concreta applicabilità al futuro della navigazione sostenibile. Per Physis PEB, il premio restituisce il valore di un processo progettuale nel quale ingegneria strutturale, propulsione, gestione dell’energia e sistemi di controllo convergono in un’unica piattaforma sperimentale.

Al centro del risultato si trova PB526, il nuovo prototipo presentato dal team poche settimane prima della competizione. L’imbarcazione introduce il primo telaio monoscocca autoportante sviluppato da Physis PEB, insieme a una torretta motore integrata e a un sistema di trim a controllo attivo. Più che una successione di aggiornamenti tecnici, PB526 rappresenta il passaggio verso una logica progettuale maggiormente integrata, nella quale struttura, propulsione e comportamento dinamico vengono sviluppati come parti della stessa architettura.

Questo approccio è stato messo alla prova nell’Energy Class, la categoria basata su scafi catamarano standardizzati forniti dallo Yacht Club de Monaco. La geometria comune dello scafo rende decisive l’efficienza della propulsione, la progettazione del cockpit, la gestione energetica e l’integrazione dei sistemi. Ogni prototipo diventa così l’espressione visibile delle scelte ingegneristiche che lo hanno generato: distribuzione dei pesi, strategie di controllo, erogazione della potenza e affidabilità in condizioni operative reali.

Nato nel 2021 su iniziativa del professor Paolo Schito del Dipartimento di Meccanica e del professor Riccardo Mereu del Dipartimento di Energia, Physis PEB riunisce oggi oltre 100 studentesse e studenti dei corsi di ingegneria, design e architettura del Politecnico di Milano. Il team sviluppa imbarcazioni ad alte prestazioni e prive di emissioni operative, studiando architetture che integrano idrogeno, energia solare e sistemi a batteria.

All’interno di questo ambiente multidisciplinare, l’imbarcazione è al tempo stesso un oggetto e un metodo. È una piattaforma attraverso la quale le conoscenze teoriche si trasformano in materiali, geometrie, algoritmi e decisioni chiamate a funzionare anche oltre lo spazio controllato del laboratorio.

Il risultato ottenuto a Monaco conferma il valore del progetto come ambiente avanzato di formazione e ricerca, nel quale sperimentazione applicata e competenze interdisciplinari incontrano la più ampia transizione verso una mobilità marittima a minore impatto.

Il Dipartimento di Energia e il Dipartimento di Meccanica si congratulano con tutte le studentesse e tutti gli studenti di Physis PEB per il traguardo raggiunto.

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