Tra simbolismo arcaico e visioni contemporanee, DMEC celebra l’Eterno Femminino

Pubblico seduto in un laboratorio industriale mentre una relatrice parla davanti a uno schermo con il titolo “Eterno Femminino”.

L’eterno Femminino. Tra Archetipo e Stereotipo nasce dal desiderio di interrogare la natura profonda con cui, nel corso della storia, la figura femminile è stata pensata, rappresentata e tramandata. Il progetto prende avvio dallo studio dell’arte paleolitica e neolitica e, in particolare, dall’osservazione delle cosiddette Veneri: piccole sculture che, nel Pleistocene, costituirono una delle più diffuse e intense manifestazioni simboliche del Femminino. Questi manufatti, enigmatici e potenti, testimoniano un rapporto originario con il principio generativo, con la ciclicità della vita e con un immaginario femminile complesso e stratificato.

Attraverso il rilevamento di alcuni calchi provenienti dal Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e la riproduzione di alcune Veneri - sia in scala originale sia ingrandite - il progetto propone un esercizio di rilettura critica e sensibile. Le forme arcaiche del corpo, la loro astrazione e le loro proporzioni diventano strumenti per interrogare ciò che dell’Archetipo permane o si trasforma nelle rappresentazioni contemporanee. Il Femminino viene così esplorato non come un concetto statico, ma come un campo vivo di significati, aperto e in continua evoluzione.

In parallelo al dialogo con le origini, il progetto sollecita una riflessione sulle rappresentazioni attuali del genere femminile: sulle narrazioni culturali che lo sostengono, sugli stereotipi che lo irrigidiscono, sulle visioni che lo espandono. L’intento è aprire spazi dove linguaggi diversi - artistici, comunicativi, progettuali - possano contribuire a restituire complessità e pluralità al Femminino, al di là delle riduzioni e delle semplificazioni.

La parola chiave è partecipazione. Il progetto prevede infatti due call to action: la prima, un bando aperto a studenti universitari di qualunque ambito disciplinare, per includere sguardi eterogenei e interdisciplinari; la seconda, a invito, rivolta ad artisti e comunicatori già attivi nel panorama contemporaneo. La convivenza di competenze, sensibilità e livelli di esperienza diversi costruirà un processo creativo imprevedibile, capace di generare nuove letture e nuove forme.

Il percorso si è aperto simbolicamente con un evento di lancio, il 24 novembre presso il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, organizzato nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’incontro - che ha visto la partecipazione di studiose, studiosi, professionisti e rappresentanti istituzionali - ha affermato la centralità di un dialogo pubblico e condiviso sul significato delle immagini, dei linguaggi e delle narrazioni che definiscono il femminile nella nostra società. Riflettere sugli archetipi e sugli stereotipi è diventato così un gesto culturale ma anche etico, parte di un impegno più ampio verso la consapevolezza, la responsabilità e il contrasto a ogni forma di violenza simbolica e materiale.

Il progetto troverà la sua sintesi in una mostra collettiva presso il Politecnico di Milano: un percorso di opere, pratiche e interpretazioni che non mira a fissare una definizione definitiva del Femminino, ma a renderne visibili le molteplici risonanze. Un invito, per chi guarda e per chi crea, a disfare le certezze, abitare la complessità e continuare a interrogare ciò che ci parla da sempre e, allo stesso tempo, cambia con noi.

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